13/01/2010Alessandria - Non è certo facile intervistare Ugo Cavallera (nella foto), politico alessandrino (da Bosco Marengo, per la precisione) di lungo corso, attualmente consigliere Pdl in Regione Piemonte. Parlare con lui significa infatti ripercorrere più di 30 anni di vita politica di Alessandria e provincia, guardando anche al futuro.
Consigliere Cavallera, quando è iniziata la sua carriera politica?
"Faccio politica attiva dal 1975, cioè da quando mi venne chiesto di candidarmi nelle liste della DC per le elezioni comunali a Bosco Marengo, il mio paese. Ma a pensarci bene il mio impegno nel sociale comincia molto prima, addirittura dal 1967, anno in cui monsignor Almici, allora vescovo di Alessandria, mi nominò presidente diocesano dei giovani di Azione Cattolica. Due anni dopo, nel 1969, mi ritrovai ad avere anche responsabilità a livello provinciale nel 'sindacato elettrici" della Cisl. Non credevo, fresco di studi e neoassunto all'Enel, che la politica potesse diventare la mia strada, e invece...".
E invece?
"In quel periodo, nei primi anni '70, vivevamo tutti un forte travaglio, sia a livello di laicato cattolico che a livello politico e sociale. Anche il mondo sindacale stava cambiando, e assumeva contorni sempre più demagogici, soffocando qualunque dialettica al proprio interno. Nel 1975, l'anno della mia entrata in politica, si assisteva anche all'espansione delle cosiddette 'giunte rosse', in provincia, in regione e anche in città. Per uno come me, cresciuto alla scuola di uomini profondamente impegnati nel sociale, come per esempio don Ezio Vitale, era impossibile non accettare la richiesta di contribuire ad arginare la crescente influenza del partito comunista nella nostra zona. E così è iniziato il mio apprendistato in politica".
Lei è stato assessore provinciale al bilancio dal 1985 al 1989, poi dal '90 fino a oggi la sua carriera politica è proseguita in consiglio regionale, dove ha assunto nel tempo la responsabilità di diversi assessorati, dall'urbanistica ai trasporti, dai lavori pubblici all'agricoltura. Domanda d'obbligo: si ricandiderà?
"Sì, mi ricandido per il consiglio regionale. Ci sono ancora molte cose da fare per modernizzare e rilanciare il Piemonte, e credo che la mia esperienza possa essere utile a raggiungere lo scopo".
La chiameremo di nuovo 'assessore', allora?
"Non dipende da me... Comunque vada, con la maggioranza o con la minoranza, in giunta o in consiglio, un politico può e deve dare il proprio contributo per il territorio in cui vive e opera".
Ultima domanda. Il leghista Cota, candidato ufficiale del centro-destra, riuscirà a strappare lo scettro di governatore a Mercedes Bresso?
"Guardi, la scelta di candidare Roberto Cota alla Presidenza della Regione è ottima, anche se va detto che il Pdl avrebbe potuto trovare validi candidati anche al proprio interno. Noi sosterremo questa candidatura con la massima lealtà e fiducia nei nostri mezzi. Sì, sono convinto che Cota ce la farà, e il Piemonte sarà finalmente restituito al centro-destra".
A. A.